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Sicurezza sul lavoro · 5 gennaio 2026 · 6 min di lettura

Infortunio sul lavoro: cosa fare nelle prime 48 ore

Animazione illustrativa generata per questo articolo

L'infortunio è il momento in cui l'organizzazione mostra ciò che è: c'è chi soccorre e impara, e chi inquina la scena e cerca un colpevole di reparto. Le prime 48 ore concentrano gli obblighi formali — certificato, denuncia, comunicazioni — e le scelte sostanziali che decideranno sia la prevenzione futura sia l'esito di un'eventuale inchiesta.

Ecco la sequenza corretta, passo per passo.

I primi minuti: soccorso e messa in sicurezza

La priorità assoluta è la persona: attivare gli addetti al primo soccorso, chiamare il 112 quando serve, mettere in sicurezza l'area per evitare secondi eventi (energie, mezzi, sostanze). Negli infortuni gravi vale una regola che i reparti dimenticano nell'ansia di "rimettere a posto": lo stato dei luoghi non si altera se non per soccorrere e prevenire altri danni — l'organo di vigilanza dovrà vedere la scena, e la macchina "sistemata" prima del sopralluogo è essa stessa un reato.

Certificato e denuncia INAIL

Il lavoratore ha l'obbligo di segnalare subito l'infortunio; il medico (di pronto soccorso o curante) trasmette telematicamente il certificato all'INAIL. Da quando il datore di lavoro riceve i riferimenti del certificato decorrono i termini: denuncia telematica entro due giorni per gli infortuni con prognosi superiore a tre giorni oltre quello dell'evento; per gli eventi mortali o con pericolo di morte, comunicazione anche immediata secondo le procedure. Gli infortuni fino a tre giorni? Dal 2017 esiste la comunicazione a fini statistici entro 48 ore per tutti gli eventi di almeno un giorno: dimenticarla è la sanzione più banale da evitare.

Le altre comunicazioni

  • RLS: va informato dell'evento e ha titolo a partecipare alle analisi.
  • Assicurazione e broker per le polizze integrative, se presenti.
  • Nei casi gravi: il vertice aziendale e — dove esistono — OdV 231 e funzioni HSE di gruppo, secondo i flussi definiti.
  • Per i somministrati: l'agenzia, con la ripartizione di obblighi prevista dal contratto.
  • Appalti: committente o appaltatore secondo chi è il datore di lavoro dell'infortunato — con riflessi su DUVRI e coordinamento da riesaminare.

L'analisi delle cause, senza processi

Entro pochi giorni — con i ricordi freschi — l'azienda conduce la propria analisi: dinamica ricostruita con chi c'era, fotografie, condizioni al contorno (fretta, manutenzioni, formazione, DPI), e la ricerca delle cause di sistema con strumenti semplici come i cinque perché. L'obiettivo è correggere, non incolpare: l'istruttoria interna trasformata in tribunale ammutolisce i testimoni per i successivi dieci anni. Le azioni correttive escono con responsabile e scadenza, e il DVR si aggiorna se l'evento rivela un rischio mal valutato — un obbligo esplicito, oltre che logico.

Se arriva l'organo di vigilanza

Negli eventi gravi l'inchiesta è probabile: sopralluogo, sequestri, richieste documentali (DVR, formazione, manutenzioni, nomine), sommarie informazioni alle persone. Le regole di condotta: collaborare senza ostacolare, fornire documenti veri (le retrodatazioni si scoprono e aggravano), coinvolgere subito il legale per le persone potenzialmente indagate — datore, dirigenti, preposti — che hanno diritto alle garanzie difensive. E ricordare che tutto ciò che l'azienda ha fatto BENE prima dell'evento — valutazioni, formazione documentata, vigilanza — è esattamente ciò che ora la difende.

Domande frequenti

Da quando decorrono i due giorni per la denuncia?

Dalla ricezione dei riferimenti del certificato medico trasmesso all'INAIL. Conviene presidiare il canale: la denuncia tardiva è sanzionata anche quando il ritardo nasce da un certificato che nessuno ha visto.

L'infortunio in itinere va denunciato?

Sì: l'infortunio nel normale percorso casa-lavoro è coperto INAIL e segue gli stessi obblighi di denuncia. L'analisi interna in questo caso guarda a orari, turni e politiche di mobilità più che al reparto.

Dobbiamo rifare il DVR dopo ogni infortunio?

Va riesaminato quando l'evento è significativo: se la dinamica rivela un rischio non valutato o misure inadeguate, la rielaborazione è dovuta (con i 30 giorni dell'art. 29). Un taglio lieve con dinamica già prevista e protetta richiede azioni puntuali, non la riscrittura del documento.

Contenuto informativo a cura di SafeMetria, aggiornato ad agosto 2026. Non sostituisce la valutazione tecnica del caso specifico né la verifica puntuale della normativa applicabile.

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