La legionellosi è una polmonite batterica che si contrae inalando goccioline d'acqua contaminata — una doccia, una torre evaporativa, un idromassaggio. Gli impianti moderni, con le loro reti lunghe e i punti di ristagno, sono l'habitat ideale del batterio, e i casi in Europa crescono da anni.
La prevenzione è un ciclo di valutazione, manutenzione e verifica: ecco come impostarlo.
Dove prolifera il batterio
La Legionella vive nell'acqua dolce e trova negli impianti condizioni ottimali: temperature tra 20 e 45 °C, ristagni in tubazioni poco usate e bracci morti, incrostazioni e biofilm che la proteggono dai disinfettanti, gomme e sedimenti nei terminali. I punti critici tipici: serbatoi di accumulo, reti di acqua calda sanitaria, docce, torri evaporative e condensatori, fontane, idromassaggi, umidificatori.
Chi deve valutare il rischio
Le Linee guida nazionali del 2015 chiedono a strutture turistico-ricettive, sanitarie e socio-sanitarie, termali, sportive e ad altre attività con impianti a rischio di effettuare e aggiornare periodicamente una valutazione del rischio legionellosi, nominando un responsabile e documentando impianti, criticità e misure. Per i datori di lavoro, il rischio rientra nella valutazione del rischio biologico del D.Lgs. 81/2008. La disciplina sulle acque destinate al consumo umano (D.Lgs. 18/2023) ha inoltre introdotto la Legionella tra i parametri della valutazione dei sistemi di distribuzione interni degli edifici prioritari.
Il documento e il registro
La valutazione censisce gli impianti con schemi aggiornati, identifica i punti critici (temperature fuori range, ristagni, terminali poco usati), definisce le misure di controllo con relative frequenze e assegna le responsabilità. La accompagna il registro degli interventi: temperature rilevate, flussaggi, pulizie e disinfezioni, sostituzioni, esiti analitici. In caso di ispezione o di caso clinico, registro e serie storica sono la prima difesa.
Campionamenti e soglie d'azione
Il monitoraggio analitico preleva campioni nei punti rappresentativi della rete — accumuli, ricircoli, terminali distali — con frequenza proporzionata al rischio della struttura. Gli esiti, espressi in unità formanti colonia per litro, attivano azioni graduate secondo le soglie delle Linee guida: dal semplice rafforzamento dei controlli, alla disinfezione della rete, fino alla restrizione d'uso dei punti critici nei casi più severi, sempre con ricontrollo successivo.
La prevenzione impiantistica
Le misure più efficaci sono gestionali: mantenere l'acqua calda a temperature sfavorevoli al batterio (accumuli ad almeno 60 °C, distribuzione sopra i 50 °C), fredda sotto i 20 °C dove possibile; flussare regolarmente i punti poco usati; eliminare i bracci morti; decalcificare e sostituire i terminali; pulire e trattare le torri evaporative con programmi dedicati. Gli shock termici o chimici sono strumenti di correzione, non sostituti della gestione ordinaria.
Domande frequenti
Ogni quanto vanno fatti i campionamenti?
La frequenza la stabilisce la valutazione del rischio: nelle strutture ricettive e sanitarie è tipicamente almeno annuale, più fitta per impianti complessi, esiti precedenti sfavorevoli o utenze fragili. Dopo interventi di disinfezione serve sempre il ricontrollo.
Il rischio riguarda anche uffici e stabilimenti?
Sì, dove esistono docce (spogliatoi), torri evaporative, umidificazione adiabatica o reti con ristagni. La valutazione del rischio biologico deve considerarlo, e la manutenzione preventiva vale identica.
Un esito positivo impone di chiudere la struttura?
No: le Linee guida prevedono azioni graduate in base a concentrazione ed estensione della contaminazione. Contano rapidità dell'intervento, protezione delle utenze fragili e verifica di efficacia — la chiusura dei punti d'uso è l'estremo, non la regola.
Contenuto informativo a cura di SafeMetria, aggiornato ad agosto 2026. Non sostituisce la valutazione tecnica del caso specifico né la verifica puntuale della normativa applicabile.
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Valutazione del rischio, piano di campionamento e registro degli interventi: mettiamo sotto controllo gli impianti prima che lo chieda un caso clinico.