La demolizione è la lavorazione dove l'edificio smette di comportarsi come previsto dal suo progetto: le strutture perdono i vincoli, i carichi migrano, e ciò che sembrava solido crolla in una direzione qualunque. Gli artt. 150-155 del D.Lgs. 81/2008 codificano una disciplina antica — ordine, puntellazioni, divieti — che gli incidenti recenti continuano a confermare.
Ecco i punti che decidono la sicurezza di una demolizione.
Prima di toccare: le verifiche preliminari
La demolizione si progetta: verifica delle condizioni di conservazione e stabilità delle strutture (con rafforzamenti e puntellazioni preventive dove servono), individuazione di amianto e altri materiali pericolosi da bonificare PRIMA — coperture, coibentazioni, pavimenti vinilici —, disattivazione e scollegamento certificato di reti elettriche, gas e acqua, analisi degli edifici adiacenti e delle strutture condivise. Il programma dei lavori, per le demolizioni estese, formalizza ordine e tecniche: è il documento che l'organo di vigilanza chiede per primo.
L'ordine dei lavori
La regola generale: si demolisce dall'alto verso il basso, procedendo per piani, senza lasciare in opera strutture instabili né lavorare su più livelli sulla stessa verticale. I lavoratori operano da piani di lavoro protetti o da attrezzature idonee — mai sopra i muri in demolizione quando l'altezza e le condizioni non lo consentono. Le strutture che durante le fasi intermedie perdono il proprio schema statico vanno puntellate: il solaio che reggeva grazie al muro appena abbattuto è il classico crollo "imprevisto" che era scritto nei disegni.
Materiali: mai gettarli, sempre convogliarli
Il divieto è esplicito: i materiali non si gettano dall'alto. Si convogliano in appositi canali chiusi (con l'estremità inferiore ad altezza controllata e la zona di sbocco sbarrata e presidiata), si calano con mezzi di sollevamento, o si movimentano internamente. Le polveri si abbattono con bagnatura sistematica — anche un obbligo ambientale verso il vicinato — e l'accumulo di macerie sui solai va controllato: il sovraccarico da detriti è una causa ricorrente di crolli secondari.
Demolizione meccanizzata
Escavatori con pinze e martelli spostano l'uomo fuori dalla zona di crollo, ma introducono i loro vincoli: raggio d'azione e zona di rispetto interdetta (l'altezza della struttura più un margine), stabilità del mezzo su macerie e rampe, protezione della cabina (FOPS), visibilità e segnalazione, sequenza di attacco che non generi crolli verso il mezzo o verso l'esterno. Le demolizioni controllate speciali — esplosivi, taglio, top-down — sono progetti specialistici con norme proprie.
Persone, aree, interferenze
Attorno alla demolizione: aree di caduta e proiezione interdette con recinzioni piene, percorsi separati per i mezzi di conferimento, protezione di strade e proprietà terze (mantovane, reti), gestione dei rifiuti con classificazione corretta delle macerie. E le persone: squadre formate sulla sequenza specifica, sorveglianza continua di un preposto esperto, sospensione immediata al primo segnale anomalo — scricchiolii, lesioni fresche, cedimenti localizzati. In demolizione il "finiamo il taglio e poi vediamo" è la frase che precede i seppellimenti.
Domande frequenti
Serve sempre un progetto di demolizione?
Il programma dei lavori con l'ordine delle demolizioni è richiesto per i casi estesi e complessi; verifiche di stabilità e misure preventive sono dovute sempre. Per strutture ammalorate o vincolate serve il supporto di un tecnico strutturista: la demolizione è un'operazione strutturale a tutti gli effetti.
Chi verifica la presenza di amianto prima della demolizione?
Il committente tramite tecnici competenti, con sopralluoghi e campionamenti sui materiali sospetti: coperture, canne fumarie, coibentazioni, pavimenti. La rimozione va affidata a imprese abilitate con piano di lavoro presentato alla ASL prima dell'inizio — demolire "e poi si vedrà" contamina l'intero cumulo di macerie.
Le macerie sono tutte uguali come rifiuto?
No: la classificazione dipende dai materiali presenti. La demolizione selettiva — separare a monte legno, metalli, inerti puliti, materiali pericolosi — riduce drasticamente i costi di smaltimento e oggi è anche un requisito di molti capitolati e dei criteri ambientali minimi.
Contenuto informativo a cura di SafeMetria, aggiornato ad agosto 2026. Non sostituisce la valutazione tecnica del caso specifico né la verifica puntuale della normativa applicabile.
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