Il condizionamento della palazzina uffici, le celle del magazzino, il chiller di processo: quasi ogni azienda ha F-gas in casa, e con essi obblighi che scattano da soglie sorprendentemente basse — con il paradosso che pochi chili di un refrigerante ad alto GWP pesano come tonnellate di CO2. Il quadro europeo, aggiornato con il regolamento 2024/573, stringe anno dopo anno.
Ecco gli obblighi essenziali per chi gli impianti li possiede.
Contare in CO2 equivalente
La grandezza che governa gli obblighi è la tonnellata di CO2 equivalente: carica in kg moltiplicata per il GWP del gas. Un impianto con 10 kg di R410A (GWP ~2088) vale ~21 t CO2eq; gli stessi chili di un HFO valgono una frazione. Le soglie chiave: da 5 t CO2eq scattano i controlli periodici delle perdite (annuali, poi semestrali da 50 t e trimestrali da 500 t, con frequenze dimezzabili in presenza di rilevamento perdite fisso), e da 500 t il rilevamento automatico è obbligatorio.
Registro e Banca dati
Per le apparecchiature soggette a controllo perdite l'operatore tiene il registro dell'apparecchiatura: cariche, aggiunte, recuperi, esiti dei controlli, interventi e riparazioni. In Italia gli interventi confluiscono nella Banca dati nazionale F-gas, alimentata dalle imprese certificate che vi comunicano installazioni, manutenzioni e smantellamenti. Per l'azienda proprietaria il punto gestionale è uno: censire gli impianti con gas e GWP, calcolare le t CO2eq e mettere a calendario i controlli — la responsabilità di farli eseguire è dell'operatore, non del frigorista.
Certificazioni: chi può metterci le mani
Installazione, manutenzione, riparazione, controllo perdite e recupero sui circuiti frigo sono riservati a persone fisiche certificate F-gas e, per le attività su impianti fissi, a imprese certificate. Affidare l'intervento al manutentore generico non certificato espone l'operatore a sanzioni proprie. La verifica dei certificati (nel registro telematico nazionale) è un controllo da inserire nella qualifica fornitori — un minuto che evita contestazioni.
Phase-down e scelte di impianto
Il regolamento 2024/573 accelera la riduzione delle quote di HFC immessi sul mercato e introduce divieti progressivi per apparecchiature con GWP oltre soglie decrescenti: la conseguenza pratica è che i refrigeranti ad alto GWP diventano costosi e scarsi, e gli impianti che li usano invecchiano male. Nelle scelte di rinnovo conviene orientarsi su refrigeranti a basso GWP (naturali come CO2, propano e ammoniaca, o HFO) valutando i profili di sicurezza — infiammabilità e tossicità hanno le loro contropartite impiantistiche e normative, dal DVR alle atmosfere esplosive.
Domande frequenti
Il condizionatore split dell'ufficio rientra negli obblighi?
I piccoli split restano sotto le 5 t CO2eq e non richiedono controlli periodici; installazione e manutenzione richiedono comunque personale certificato. La somma di tanti split non si cumula: le soglie sono per circuito.
Chi è "l'operatore" dell'impianto?
Chi esercita l'effettivo controllo sul funzionamento tecnico: di norma il proprietario o il gestore del sito, anche se la manutenzione è appaltata. Gli obblighi di controllo e registro restano suoi.
Cosa succede se trovo una perdita?
Riparazione senza indebito ritardo tramite impresa certificata, verifica entro un mese dall'intervento, registrazione di tutto. Rabboccare senza riparare è la violazione classica — ed è tracciata nella banca dati.
Contenuto informativo a cura di SafeMetria, aggiornato ad agosto 2026. Non sostituisce la valutazione tecnica del caso specifico né la verifica puntuale della normativa applicabile.
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Quanti CO2 equivalenti girano nei tuoi impianti?
Censimento impianti, calendario dei controlli e supporto nelle scelte di rinnovo a basso GWP: la partita F-gas sotto controllo.