Il lavoratore somministrato lavora nei tuoi reparti, sui tuoi impianti, con i tuoi rischi — ma il suo contratto sta altrove. Questa scissione genera l'equivoco più pericoloso della flessibilità: "non è dipendente nostro, se ne occupa l'agenzia". La legge dice l'opposto, e le statistiche infortunistiche sui lavoratori in somministrazione spiegano perché.
Ecco il riparto reale degli obblighi e i presidi che contano.
Il principio: chi utilizza, tutela
Il D.Lgs. 81/2015 è netto: nei confronti dei lavoratori somministrati l'utilizzatore osserva gli obblighi di prevenzione e protezione previsti per i propri dipendenti. Il somministrato entra nel perimetro del DVR dell'utilizzatore, riceve da lui la formazione specifica sui rischi della mansione, i DPI, l'addestramento alle attrezzature, la sorveglianza sanitaria collegata ai rischi del sito. L'agenzia risponde dell'informazione e formazione generale — salvo che il contratto commerciale attribuisca all'utilizzatore anche questa.
Il contratto: scrivere chi fa cosa
Il riparto fine si gioca nel contratto di somministrazione: chi eroga la formazione generale, chi gestisce la sorveglianza sanitaria (di norma legata ai rischi, quindi in capo all'utilizzatore o da lui organizzata), chi fornisce i DPI, come circolano le informazioni sui rischi della mansione — che l'utilizzatore deve comunicare all'agenzia prima dell'invio, perché la selezione tenga conto di idoneità e requisiti. Le zone grigie contrattuali diventano zone grigie di tutela: la revisione dei contratti quadro con le agenzie è un intervento di sicurezza a costo zero.
L'inserimento: il momento della verità
I dati convergono: i lavoratori nei primi mesi — e i somministrati per definizione lo sono spesso — si infortunano di più. Le cause sono note: ambiente sconosciuto, pressione a dimostrare, formazione compressa, affiancamenti evanescenti. I presidi che funzionano: onboarding strutturato prima dell'ingresso in reparto, affiancamento nominato con durata definita, divieto delle mansioni più critiche nel primo periodo, verifica di apprendimento prima dell'autonomia, e preposti istruiti a vigilare specificamente sui nuovi.
Infortuni, registri, comunicazioni
Gli infortuni dei somministrati seguono il riparto: l'utilizzatore comunica tempestivamente all'agenzia l'evento (che gestisce la denuncia INAIL in qualità di datore di lavoro assicurante), collabora agli adempimenti e conduce comunque la propria analisi delle cause — perché il rischio sta nei suoi reparti. Nei numeri aziendali i somministrati vanno contati: indici infortunistici e near miss che escludono gli interinali raccontano una realtà truccata, e i sistemi di gestione seri li includono esplicitamente.
Stagionali e picchi: la sicurezza scalabile
Le punte stagionali concentrano tutti i fattori di rischio: molti ingressi insieme, formatori saturi, preposti diluiti. La risposta è preparare la scalabilità: moduli di formazione specifici pronti (anche multilingua), kit DPI a taglie dimensionati prima, check-list di inserimento per squadra, e il coraggio organizzativo di NON adibire chi non ha completato il percorso — il giorno di produzione guadagnato saltando la formazione è statisticamente il più costoso dell'anno.
Domande frequenti
La formazione generale fatta dall'agenzia basta?
No: copre solo il modulo generale. La formazione specifica per la classe di rischio dell'utilizzatore, l'addestramento alle attrezzature e le istruzioni di reparto sono dell'utilizzatore — ed è ciò che l'ispettore verifica dopo un infortunio a un interinale.
Chi paga la sorveglianza sanitaria del somministrato?
Segue il contratto: la prassi prevalente la pone in capo all'utilizzatore per i rischi della mansione (o all'agenzia con oneri riaddebitati). Ciò che non può accadere è che nessuno la faccia: il somministrato su mansione a rischio senza idoneità è inadibile.
I somministrati contano per le soglie aziendali (RLS, riunione periodica)?
Per il computo valgono le regole specifiche della disciplina applicabile ai singoli istituti; sul piano sostanziale, la loro presenza nei reparti va comunque considerata in valutazioni, emergenze e formazione. Il piano di evacuazione che ignora trenta interinali del turno non è un piano.
Contenuto informativo a cura di SafeMetria, aggiornato ad agosto 2026. Non sostituisce la valutazione tecnica del caso specifico né la verifica puntuale della normativa applicabile.
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