Rimuovere amianto è l'unico momento in cui il materiale, fermo da decenni, torna davvero pericoloso: per gli addetti e per chi sta intorno. Per questo la legge riserva i lavori a imprese qualificate e pretende un piano di lavoro dettagliato, vagliato dalla ASL prima dell'apertura del cantiere.
Ecco chi può fare cosa, cosa contiene il piano e come si chiude correttamente un lavoro.
Chi può eseguire i lavori
I lavori di demolizione o rimozione dell'amianto possono essere effettuati solo da imprese iscritte all'Albo nazionale gestori ambientali nella categoria 10 (bonifica amianto), nelle classi adeguate all'importo, con personale formato secondo i percorsi regionali (addetti e coordinatori con relativi patentini) e sorveglianza sanitaria attiva. Il committente che affida a imprese non qualificate condivide le conseguenze: la verifica dell'iscrizione è il primo controllo, prima ancora del prezzo.
Il piano di lavoro: contenuti
L'art. 256 richiede che il piano preveda le misure necessarie per la sicurezza e la salute dei lavoratori e per la protezione dell'ambiente: rimozione dell'amianto prima delle demolizioni generali, fornitura di DPI, verifica dell'assenza di rischi da esposizione al termine, misure di decontaminazione del personale, protezione dei terzi e delle aree circostanti, corretta gestione dei rifiuti. In pratica il piano descrive: sito e materiali (con quantità e analisi), tecniche di rimozione, confinamenti e unità di decontaminazione, monitoraggi ambientali previsti, smaltimento con impianti di destinazione, cronoprogramma e squadra.
L'iter con l'organo di vigilanza
Il piano va presentato all'organo di vigilanza competente (il servizio della ASL) almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori: decorso il termine senza richieste, l'impresa può procedere (copia del piano resta in cantiere). Se la ASL formula osservazioni o prescrizioni, si adegua il piano prima di partire. I casi d'urgenza documentata seguono canali dedicati. Le varianti significative in corso d'opera — quantità, tecniche, aree — vanno comunicate: il piano è un patto con l'ente, non una formalità d'ingresso.
Compatto e friabile: tecniche diverse
- Cemento-amianto in copertura: trattamento incapsulante preliminare, rimozione delle lastre intere senza rotture, no ai trascinamenti, calo controllato, pallettizzazione e incelofanatura — più le protezioni anticaduta, perché il rischio quota uccide più delle fibre.
- Piccoli interventi su friabile (guarnizioni, coibentazioni locali): tecnica del glove-bag con sacco a guanti sigillato.
- Friabile esteso: confinamento statico e dinamico con estrattori e gradiente di pressione, unità di decontaminazione a stadi, collaudo del confinamento (prove fumo) prima dell'apertura, monitoraggi in corso d'opera.
- Sempre: umidificazione dei materiali, divieto di utensili ad alta velocità, doppio insacco dei rifiuti con etichettatura a norma.
Chiusura: restituibilità e documenti
Il lavoro si chiude dimostrando l'assenza di rischio residuo: per i friabili in confinamento, la certificazione di restituibilità rilasciata dall'organo di controllo previa ispezione visiva e campionamenti aggressivi con analisi SEM (riferimento: concentrazione media inferiore a 2 ff/l); per le coperture, verifiche visive e pulizia delle aree. Il fascicolo finale — formulari dei rifiuti con quarta copia, monitoraggi, certificazioni — è ciò che il committente deve pretendere e conservare: è la prova che la bonifica è finita davvero.
Domande frequenti
Il piano di lavoro sostituisce il POS?
No: sono documenti distinti. Il piano ex art. 256 copre la specificità amianto verso la ASL; il POS resta dovuto per il cantiere con i suoi contenuti. Nei cantieri con PSC, il coordinatore integra le previsioni.
Un'impresa edile può rimuovere "due lastre" di eternit?
No, se non è iscritta in categoria 10: la soglia non esiste. Anche il micro-intervento richiede impresa qualificata e piano (o le procedure semplificate regionali dove previste per casi minimi definiti).
Quanto costa lo smaltimento?
Dipende da tipologia, quantità e distanza dagli impianti: il cemento-amianto ha filiere consolidate, il friabile costa sensibilmente di più. Diffidare dei preventivi molto sotto mercato: lo smaltimento irregolare ricade sul produttore del rifiuto — cioè sul committente.
Contenuto informativo a cura di SafeMetria, aggiornato ad agosto 2026. Non sostituisce la valutazione tecnica del caso specifico né la verifica puntuale della normativa applicabile.
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