Tra il datore di lavoro che organizza e il lavoratore che esegue c'è la figura che la giurisprudenza chiama "l'occhio del datore di lavoro sul campo": il preposto. La riforma del 2021 e il nuovo assetto della formazione ne hanno fatto il perno operativo della prevenzione — e il ruolo più esposto quando la vigilanza manca.
Ecco chi è davvero il preposto e come metterlo in condizione di funzionare.
Chi è il preposto: la sostanza prima della forma
Il preposto è definito dall'effettività: chiunque sovrintenda all'attività lavorativa e garantisca l'attuazione delle direttive, con potere di iniziativa funzionale. Capoturno, capo reparto, capocantiere, team leader: se dirigi il lavoro altrui, sei preposto anche senza lettera di nomina — con tutti gli obblighi penalmente sanzionati dell'art. 19. Dal 2021 il datore di lavoro deve individuare formalmente i preposti: l'informalità non protegge nessuno, tantomeno il preposto stesso.
Gli obblighi dell'art. 19, riletti dalla riforma
Il preposto sovrintende e vigila sull'osservanza degli obblighi da parte dei lavoratori: uso dei DPI, rispetto delle procedure, funzionamento delle protezioni. La legge 215/2021 ha reso esplicito il cuore del ruolo: in caso di comportamenti difformi, il preposto interviene per modificarli e, se le difformità persistono, interrompe l'attività e informa i superiori; in presenza di deficienze dei mezzi o di pericolo grave e immediato, interrompe temporaneamente l'attività. Non è una facoltà: è un dovere il cui esercizio va reso praticabile.
La formazione dedicata
La formazione del preposto è aggiuntiva rispetto a quella da lavoratore, con contenuti su ruolo, tecniche di vigilanza, comunicazione e gestione dei comportamenti; l'aggiornamento è a cadenza biennale e va erogato in modalità che garantiscano interazione. La qualità conta più del monte ore: un preposto formato a riconoscere le derive comportamentali e a gestire il confronto con i colleghi vale più di dieci moduli teorici.
Metterlo in condizione di esercitare
Un preposto funziona se l'organizzazione lo sostiene: deleghe chiare su cosa può fermare e chi deve avvisare, copertura esplicita della direzione quando interrompe una lavorazione, tempo per la vigilanza (un capoturno saturato di produzione non vigila), canali rapidi per segnalare le deficienze e riscontri su ciò che segnala. Se il primo stop a una lavorazione pericolosa gli si ritorce contro, la vigilanza muore lì — e con essa la linea difensiva dell'azienda.
Preposto di fatto e responsabilità
In caso di infortunio, la giurisprudenza individua il preposto guardando all'organizzazione reale: chi impartiva le disposizioni quel giorno, chi conosceva la prassi difforme e la tollerava. La tolleranza è il punto critico: la prassi pericolosa nota e non corretta trasferisce sul preposto (e a risalire) la responsabilità dell'evento. Vigilare significa documentare anche gli interventi fatti: richiami, segnalazioni, interruzioni.
Domande frequenti
Il preposto deve ricevere un compenso aggiuntivo?
La legge non prevede un'indennità specifica: l'individuazione riconosce una funzione già esercitata. Contratti collettivi o accordi aziendali possono prevedere trattamenti dedicati; ciò che la norma esige è che il ruolo sia formalizzato e la formazione garantita.
Quanti preposti servono in un'azienda?
Tanti quanti sono i punti in cui il lavoro è diretto e vigilato: ogni squadra, turno o cantiere con un capo operativo ha lì il suo preposto. La mappatura si fa sull'organigramma reale, incluse le lavorazioni esterne.
Il preposto risponde anche dei lavoratori di altre ditte?
Nei lavori in appalto il preposto dell'impresa esecutrice vigila sui propri lavoratori; il coordinamento tra imprese resta in capo a datori di lavoro e figure di coordinamento. Ma chi dirige di fatto lavoratori altrui ne assume la vigilanza: attenzione alle promiscuità nei siti complessi.
Contenuto informativo a cura di SafeMetria, aggiornato ad agosto 2026. Non sostituisce la valutazione tecnica del caso specifico né la verifica puntuale della normativa applicabile.
Continua a leggere
I tuoi preposti sanno quando fermare il lavoro?
Formazione operativa con casi reali e simulazioni: vigilanza, gestione dei comportamenti e il momento dello stop — provato prima che serva.