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Sicurezza sul lavoro · 14 luglio 2025 · 6 min di lettura

Rischio elettrico: verifiche, lavori elettrici e CEI 11-27

Animazione illustrativa generata per questo articolo

L'elettricità è il rischio più addomesticato dell'immaginario aziendale — finché un quadro apre un arco in faccia a un manutentore o una prolunga improvvisata innesca un incendio notturno. La gestione seria passa da tre binari: impianti conformi e verificati, lavori elettrici affidati a persone qualificate, e regole per tutti gli altri.

Ecco il quadro essenziale, dalle verifiche di legge alle qualifiche CEI 11-27.

La valutazione ex art. 80

Il datore di lavoro valuta i rischi da contatti diretti e indiretti, innesco e propagazione di incendi, innesco di esplosioni e archi elettrici, considerando condizioni d'uso e ambienti — umidità, polveri conduttive, esterni. Ne discendono misure tecniche (protezioni, differenziali, selettività), organizzative (chi può fare cosa) e la manutenzione degli impianti come processo documentato, non come pronto intervento.

Le verifiche obbligatorie degli impianti

Gli impianti di messa a terra e i dispositivi di protezione dai contatti indiretti vanno sottoposti a verifica periodica ai sensi del DPR 462/2001: ogni cinque anni in generale, ogni due nei cantieri, nei locali medici e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio; stessa disciplina per gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche e per quelli in luoghi con pericolo di esplosione. Le verifiche si richiedono a organismi abilitati (o ad ARPA/ASL dove previsto) e i verbali si conservano: è uno degli adempimenti più controllati in ispezione.

PES, PAV, PEI: chi può fare i lavori elettrici

La norma CEI 11-27 definisce i profili per i lavori elettrici: Persona Esperta (PES), con conoscenza teorica ed esperienza tale da gestire autonomamente il lavoro; Persona Avvertita (PAV), che opera sotto supervisione o sorveglianza di una PES; e l'idoneità ai lavori sotto tensione (PEI), attribuita per specifiche attività in bassa tensione. Le qualifiche sono attribuite formalmente dal datore di lavoro sulla base di formazione ed esperienza documentate — un attestato di corso, da solo, non fa una PES.

Fuori tensione, in prossimità, sotto tensione

Il lavoro elettrico ordinario si fa fuori tensione, con la sequenza codificata: sezionamento visibile, blocco contro le richiusure e segnalazione, verifica dell'assenza di tensione, messa a terra e in cortocircuito dove prevista, delimitazione. I lavori in prossimità di parti attive richiedono distanze e barriere secondo la norma; i lavori sotto tensione in bassa tensione sono ammessi solo per personale PEI con attrezzatura isolata e procedure dedicate. Per tutti gli altri lavoratori vale la regola semplice: nessun intervento su parti elettriche, mai.

I rischi quotidiani non elettricisti

La quota maggiore degli eventi nasce fuori dai quadri: prolunghe e ciabatte in cascata, cavi schiacciati dai carrelli, spine rotte riparate col nastro, apparecchi non idonei in ambienti umidi. Servono regole d'uso scritte, controlli visivi periodici delle attrezzature mobili, un canale rapido per segnalare i danneggiamenti e la disciplina degli acquisti — ciò che entra in azienda deve essere marcato e adeguato all'ambiente in cui verrà usato.

Domande frequenti

Ogni quanto va verificato l'impianto di terra?

Ogni cinque anni in generale; ogni due anni in cantieri, locali adibiti a uso medico e ambienti a maggior rischio in caso d'incendio. La verifica periodica va richiesta dal datore di lavoro a un organismo abilitato: non basta la manutenzione dell'elettricista.

Un manutentore meccanico può resettare un quadro elettrico?

Le manovre di esercizio semplici su quadri BT possono essere consentite a personale comune se l'impianto è protetto e le istruzioni lo prevedono; qualunque attività oltre la manovra — apertura di portelle, ricerca guasti, sostituzioni — è lavoro elettrico e richiede qualifica PES/PAV.

La qualifica PES/PAV scade?

La norma non fissa una scadenza, ma la qualifica va riesaminata quando cambiano mansioni, impianti o dopo lunghe interruzioni, e la formazione va mantenuta aggiornata. Buona prassi è il rinnovo formale periodico con verifica.

Contenuto informativo a cura di SafeMetria, aggiornato ad agosto 2026. Non sostituisce la valutazione tecnica del caso specifico né la verifica puntuale della normativa applicabile.

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Formiamo PES, PAV e PEI, prepariamo l'attribuzione formale delle qualifiche e mettiamo in calendario le verifiche di legge degli impianti.