Salta al contenuto

Sicurezza sul lavoro · 15 maggio 2026 · 6 min di lettura

Radiazioni ottiche artificiali: saldatura, laser e sorgenti UV

Animazione illustrativa generata per questo articolo

Il "colpo d'arco" del saldatore — la sabbia negli occhi che arriva di notte — è l'infortunio da radiazioni ottiche più conosciuto, ma la famiglia è ampia: laser di potenza, lampade UV germicide e da polimerizzazione, corpi incandescenti dei forni. Il Capo V del Titolo VIII chiede di valutare queste sorgenti con la stessa logica degli altri agenti fisici: soglie, misure, DPI.

Ecco le sorgenti che contano e come gestirle.

Cosa sono le ROA e dove si trovano

Le radiazioni ottiche coprono ultravioletto, visibile e infrarosso; quelle artificiali rilevanti in azienda: archi di saldatura (potente emissione UV e visibile), laser di ogni classe (marcatura, taglio, misura, estetica e medicale), lampade germicide UV-C (impianti aria e acqua, sanificazione), lampade da polimerizzazione e essiccazione (grafica, odontotecnica, verniciatura), corpi caldi radianti (forni, vetro, metalli fusi) e illuminazione speciale ad alta intensità.

Gli effetti su occhi e pelle

Gli occhi pagano per primi: fotocheratite e congiuntivite da UV (il colpo d'arco), lesioni retiniche da luce blu e da laser visibile e vicino infrarosso, cataratta da esposizione cronica a IR (storicamente la "cataratta dei vetrai"). La pelle subisce eritemi ed elastosi da UV — e l'esposizione ultravioletta è classificata cancerogena per la cute. I limiti di esposizione dell'allegato XXXVII sono costruiti per prevenire questi effetti, con formule per banda spettrale, durata e geometria.

Valutare: giustificazione, dati, misure

Come per i CEM, la valutazione procede a gradini: censimento delle sorgenti; giustificazione documentata di quelle intrinsecamente sicure (illuminazione ordinaria, monitor, sorgenti conformi usate secondo destinazione); per le altre — saldatura, laser oltre la classe 2, UV industriali, radianti intensi — calcoli con i dati dei fabbricanti, banche dati (il portale nazionale agenti fisici offre riferimenti per le configurazioni tipiche) e, nei casi non riconducibili, misure spettroradiometriche specialistiche. Per i laser la classificazione del fabbricante guida direttamente le misure gestionali richieste.

Le misure di prevenzione

  • Ingegneria: cabine e tende di saldatura con filtri, schermature dei radianti, incapsulamento dei percorsi laser, interblocchi sugli accessi.
  • Zone: delimitazione e segnalazione delle aree (le zone laser controllate per le classi elevate, con l'addetto sicurezza laser dove appropriato).
  • DPI: filtri per saldatura con graduazione corretta per processo e corrente, occhiali laser specifici per lunghezza d'onda e potenza, protezione del viso e indumenti per gli UV.
  • Procedure: divieti di esposizione diretta, gestione delle manutenzioni con sorgenti attive, protezione dei terzi (colleghi, passaggi) dal riflesso e dalla diffusione.
  • Formazione mirata e sorveglianza sanitaria per gli esposti oltre i valori limite potenziali, con attenzione a occhi e cute.

I casi tipici da sistemare

La pratica ritorna sempre sugli stessi punti: il saldatore protetto ma il collega a due metri no (le tende laterali mancano), i filtri della maschera scelti a sensazione invece che per graduazione, il laser di classe 4 in officina con l'interblocco ponticellato, la lampada UV-C di sanificazione accesa con persone presenti, gli occhiali laser "universali" che non coprono la lunghezza d'onda della macchina. Ogni caso ha una soluzione da manuale — la valutazione serve a trovarli prima dell'evento.

Domande frequenti

La saldatura occasionale richiede la valutazione ROA?

Sì: l'arco supera i valori limite in frazioni di secondo a distanze di metri. Per le attività occasionali la valutazione può essere ricondotta a configurazioni tipiche da banca dati, ma DPI corretti e protezione dei terzi restano dovuti sempre.

Cosa significa la classe di un laser?

È la classificazione di pericolosità del fabbricante (da 1 a 4): guida le misure — dalla classe 1 intrinsecamente sicura alla classe 4 che ustiona e incendia, con zona controllata, interblocchi, occhiali specifici e responsabile dedicato secondo la buona tecnica.

Le lampade UV di sanificazione sono pericolose?

Le UV-C danneggiano occhi e pelle in tempi brevi: vanno usate senza persone presenti, con interblocchi, temporizzazioni e segnalazione. L'installazione post-pandemia fai-da-te in uffici e spogliatoi è un classico da bonificare.

Contenuto informativo a cura di SafeMetria, aggiornato ad agosto 2026. Non sostituisce la valutazione tecnica del caso specifico né la verifica puntuale della normativa applicabile.

Continua a leggere

Rischio elettrico: verifiche, lavori elettrici e CEI 11-27Leggi l'articolo → DPI: categorie, criteri di scelta e obblighi di consegna e usoLeggi l'articolo →

Saldature, laser o UV senza una valutazione vera?

Censiamo le sorgenti, chiudiamo le giustificazioni documentate e misuriamo dove serve — con DPI e zonizzazioni scelti per spettro, non per catalogo.